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La pressione arteriosa e il freddo

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La caratteristica della pressione arteriosa è quella di variare a seconda della condizione del corpo umano, il problema si presenta se è sempre di pressione elevata : questa condizione è fortemente dannosa a vari organi, in particolare cuore, reni e cervello, provocando quindi serie condizioni di malattia dopo un certo numero di anni.

Nel sistema circolatorio, il cuore e le arterie devono mantenere una data pressione per spingere il sangue attraverso i vasi che vanno a mano a mano restringendosi: dalle arterie alle arteriole e da queste ai capillari.

Senza tale pressione il sangue non potrebbe alimentare i miliardi di cellule affamate del corpo.

Decine di volte al giorno la pressione è soggetta ad ampie oscillazioni per far fronte ai bisogni dell'organismo.

 

 

La pressione sanguigna sale nei momenti di paura o ira, durante i pasti, con lo sforzo fisico, quando siamo preoccupati; scende nel sonno, al mattino prima che l'attività cominci, quando facciamo un bagno caldo o leggiamo un libro divertente.

L'esame cerca di determinare lo stato del sistema circolatorio in condizione di riposo.

Generalmente si usa lo sfigmomanometro: gonfiando il manicotto, il medico preme contro l'osso l'arteria principale del braccio, fino ad arrestare la circolazione del sangue; quando, ascoltando con lo stetoscopio, sente cessare il battito del polso, comincia a sgonfiare lentamente il manicotto.

Egli rileva la pressione sanguigna nell'istante in cui il polso riprende a pulsare.

Questa è la pressione sistolica, cioè la massima pressione nelle arterie allorché il cuore si contrae.

Continuando a sgonfiare il manicotto, il medico fa una seconda lettura nel momento in cui il polso scompare nuovamente, quando il cuore, per una piccola frazione di tempo, riposa.

Questa è la pressione diastolica, cioè la pressione minima nelle arterie fra un battito e l'altro del cuore.

Molti fattori possono determinare un indice errato d'alta pressione, persino l'ansietà causata dall'esame stesso.

Solitamente si tende a fare diversi esami, tenendo conto delle cifre più basse.

E' la pressione più bassa, quella diastolica che probabilmente può interessare più della sistolica.

Infatti rivela lo sforzo a cui è soggetto il cuore fra un battito e l'altro, quando invece dovrebbe prendersi quel riposo di vitale importanza.

In un certo senso si può pensare la pressione diastolica come la misura della qualità del riposo che è concesso al cuore.

Nei momenti d'ira, l'adrenalina contrae le arterie, provocando un aumento della pressione, come avviene in un tubo di gomma quando si stringe : in questo modo l'organismo riceve un fresco apporto di energia per far fronte ad una circostanza critica.

Altro regolatore è il seno carotideo del collo, un lieve ingrossamento dell'arteria principale che porta il sangue alla testa.

Quando questa piccola borsa si gonfia troppo di sangue, i suoi nervi trasmettono un messaggio al cervello, il quale risponde ordinando ai muscoli delle pareti delle arterie di rilassarsi e al cuore di rallentare, abbassando quindi la pressione.

Se invece il seno di svuota troppo di sangue, vengono dati ordini opposti : il cuore è accelerato, le pareti arteriose si restringono e la pressione aumenta.

Molti fattori possono determinare un'alta pressione sanguigna : piccoli tumori che stimolano troppo le ghiandole surrenali, malattie dei reni, varie tossiemie della gravidanza.

Pressione del sangue (mm Hg) Valori normali Valori limite Pressione alta
sistolica = valore superiore fino a 140 141-160 oltre 160
diastolica = valore inferiore fino a 90 91-95 oltre 95



IPERTENSIONE E FREDDO

Una ricerca evidenzia che il rischio attribuito all’alta pressione sanguigna aumenta con la diminuzione della temperatura atmosferica.

Quando la pressione è superiore a 140/90 e la temperatura è inferiore a 4°C, il rischio per i cardiopatici si raddoppia.

I ricercatori, Yves Cotton e Marianne Zeller, medici dell’Università di Dijon, hanno analizzato dati da più di 700 pazienti ricoverati in ospedale nel giro di un paio d’anni. Circa la metà dei pazienti erano sotto trattamento per alta pressione o avevano avuto dei precedenti di alta pressione.

Quando i ricercatori incrociarono gli episodi degli attacchi cardiaci con le rilevazioni delle temperature del tempo nello stesso periodo di due anni, scoprirono che non solo gli attacchi di cuore erano più comuni durante le ondate di freddo, ma che improvvisi cambiamenti di temperatura, come 5 gradi di diminuzione o più in un singolo giorno, aumentavano considerevolmente gli attacchi di cuore nelle persone con alta pressione.  

La relazione fra freddo e alta pressione si esplicita con il fatto che il freddo provoca un restringimento dei vasi sanguigni con  il conseguente aumento della pressione, quindi, se una persona ha già dei livelli alti, questo fenomeno può provocare delle complicazioni.

I ricercatori Cotton e Zeller, che hanno presentato i risultati delle ricerche al seminario annuale della European Society of Cardiology, aggiungono che il freddo, rendendo il sangue più spesso e meno viscoso, può creare dei grumi di sangue che possono bloccare le arterie e causare degli attacchi di cuore.

In aggiunta sembra che anche il colesterolo aumenta con il freddo, come pure le infezioni respiratorie.

Tutto questo può contribuire a difficoltà respiratorie che a loro volta influiscono sugli attacchi di cuore. 

Tuttavia secondo i medici il punto chiave dello studio non è che “le persone che hanno pressione alta devono evitare il freddo”. Piuttosto, il messaggio è abbastanza chiaro: “ se voi avete pressione alta, essa necessita di essere trattata e controllata”. Con un adeguato trattamento la pressione può essere mantenuta a livelli di sicurezza, e questo potrebbe significare che “ una buona passeggiata nella neve, non dovrebbe esporre a rischio il nostro cuore”.